Eccoci qua. La lavorazione del film è quasi finita. Che cosa manca?
Non manca nulla perchè in questo momento Filippo Corticelli è impegnato come un sommergibilista che punta l'obiettivo a dare giusta forma ai colori del film e spremere al meglio dal supporto digitale l'immagine che andrà su pellicola.
E non manca la collaborazione di quanti stanno lavorando alacremente per riuscire nell'obiettivo dell'uscita del 15 aprile con gli amici di Medusa.
Sì, perchè ancora bisogna andare su pellicola, nonostante il film sia girato in elettronica ad alta definizione, nonostante il film sia un "file". Un processo complesso e delicato.
I cinema sono ancora attrezzati con i proiettori analogici, quelli identici ai magnifici scatoloni fumosi e bollenti, affascinantissimi, ai quali abbiamo legato il crescere del nostro immaginario, la cabina di proiezione. il proiezionista...
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| la "cabina" ieri/oggi |
Macchine centenarie che presto lasceranno il posto ai meno emozionanti proiettori digitali ad alta definizione, che consumano meno, non fanno rumore, fumo, traggono i dati da uno scatolotto nero sigillato e comandato da un barcode, il DCP, programmato da un computer che ne tutela anche la inviolabilità, l'orario di proiezione...
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| proiettore Digital Cinema |
Insomma, il film girato ha ancora il diritto-dovere di finire su celluloide per tutti quegli spazi, ancora numerosi, dove la tecnologia ancora non ha soppiantato il vecchio sistema. Ma il destino di quel processo è segnato.
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| la "cabina" oggi/domani |
Una volta corretto il colore dunque, il file-film viene "recordato" e scannerizzato per produrre un negativo, e da quello le copie per le sale analogiche, e se vogliamo così sancirne la quasi immortalità fisica. Contemporaneamente però per quei cinema forniti di Proiezione Cinema Digitale, il film finisce nello scatolotto nero e prenderà la sua strada per gli scenari che ho descritto. È meglio, è peggio, giusto, ingiusto. Non lo so, so solo che non è soltanto il futuro.
Il futuro è già presente e con questo film abbiamo davvero molto osato, provocato, sollecitato. Come ogni impresa unica, e che dà inizio ad un nuovo protocollo, le sorprese, le paure e anche le grandi soddisfazioni, non finiscono mai. Il tempo ti rincorre, come la necessità step by step di "surfare" i nuovi processi di produzione e postproduzione, inventandoti soluzioni mai applicate, scoprire escamotages.
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| canon D7 con trasmettitori |
Girare con queste macchine fotografiche attrezzate come sapete, i "droni", come li battezzò la notte prima delle riprese del film lo stesso Corticelli tanto preoccupato quanto, da gran marinaio, eccitato all'idea di essere dei pionieri, non è stata un'impresa facile, e neppure tutta la postproduzione, con le sue novità tecniche e tecnologiche provocate dal nuovo sistema. Ma una cosa è certa: senza battere ciglio lo rifarei. La fotografia e la pasta di questo film me ne danno ragione credo... a voi giudicare quando lo vedrete.
Voglio ricordare che prima di questo ultimo passaggio, il materiale in alta definizione subisce la "color correction" presso i laboratori di CinecittàDigital e quindi il processo continua nel dipartimento Sviluppo e Stampa, dove si cura la realizzazione delle copie analogiche, le più familiari "pizze".
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| Cinecittà Digital |
Ho passato
due impegnative ma fantastiche settimane con gli amici della Fonoroma per il mix audio del film.
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| Fonoroma |
Cioè il lavoro di messa insieme, equilibratura, definizione di tutte le componenti della colonna sonora, presa diretta (le voci degli attori), gli effetti (tutti i rumori che vengono enfatizzati e ricostruiti dal rumorista) e naturalmente le musiche.
In questa struttura storica, la Fonoroma appunto, sono nati film importantissimi.
Nella foto che vedete si esprime il meglio delle facce stanche dopo due settimane di sala mix! Ma anche soddisfatte per la fine del lavoro e la sensazione di aver fatto il massimo per il film, per dargli suono, voce, musica, colore acustico emozionante, reale, o fantastico che sia, per dare al film le ali.
Alla Fonoroma si dà forma e sostanza alla parte ultima del film, dal montaggio alla masterizzazione del suono definitivo del film, al doppiaggio. Là si respira, ancora, cinema, nonostante oramai la percentuale del "lavorato" sia a stragrande vantaggio della produzone televisiva, ma tant'è. Quando alla Fonoroma "entra" in lavorazione il film, e parliamo di film per il cinema, senti un'altra vibrazione attorno a te, senti la voglia di fare e dare al massimo che caratterizza il personale di questa storica cooperativa che ha fatto la storia dell'intrattenimento cinematografrico italiano. Vorrei ringraziarli tutti per quanto hanno fatto e fanno, a Cinecittà, alla Fonoroma, per questo film, e la lista sarebbe lunghissima.
Ci sentiamo prestissimo!
Cap